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Liscio come l’Olio
L’olio
non è un semplice
condimento, ma un alimento a tutti gli effetti che merita di essere
conosciuto per poterne praticare una scelta consapevole e, soprattutto,
intelligente. Già! Intelligente. Perché se ragioniamo sul fatto che un
frantoio, al contadino che gli conferisce le olive, paga l’olio estratto
mediamente 8-12 Euro al Kilogrammo (secondo le stime delle ultime campagne
olearie), diventa sbalorditivo trovare un Litro di olio, in bottiglia di
vetro, con tappo ermetico ed etichetta (a cui si devono aggiungere anche i
costi della Distribuzione) a prezzi decisamente più bassi. I Romani dicevano
“Intelligenti pauca”, per dire che alle persone intelligenti
dovrebbero bastare queste poche parole per afferrare il concetto che si
vuole esprimere.
Ora parliamo di olio, quello vero! Innanzitutto chiariamo
che l’aroma, il gusto e la qualità dell’olio d’oliva dipende da molteplici
fattori: la varietà di olive (cultivar), l’età degli olivi, il
terreno, il clima, le pratiche di coltivazione, il tipo di raccolta, la
frangitura, la gramolatura, la pressatura, la percolazione, la centrifuga,
il filtraggio e potremmo continuare. L’olio deve essere venduto in
recipienti chiusi della capacità massima di 5 litri, provvisti di un sistema
di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione e
provvisti di un’etichetta, conforme alla normativa, che ne riporti
«l’Origine». L’etichetta, infatti, rappresenta una sorta di “carta
d’identità dell’alimento”, e la normativa sull’etichettatura dovrebbe
rappresentare il punto d’incontro di due esigenze: quella del produttore, e
quella del consumatore, e dovrebbe avere l’obiettivo di assicurare che il
consumatore sia adeguatamente informato sul prodotto ma, parallelamente, il
marketing per promuovere un prodotto ne enfatizza determinate
caratteristiche utilizzando messaggi che possono generare confusione.
Focalizziamo ora la nostra attenzione su acronimi e
definizioni che troviamo in etichetta, precisando che le indicazioni in essa
contenute devono rispettare la normativa italiana ed europea, a partire
dalla «Denominazione di Vendita».
L’Olio Extra Vergine di Oliva (EVO) è un olio di
altissima qualità, che per fregiarsi di questa denominazione:
-deve essere estratto solo meccanicamente (senza
trattamenti chimici o raffinazione),
-deve essere estratto a bassa temperatura (<27°C),
-deve avere un’acidità libera bassa (non superiore
allo 0,8%),
-deve avere un profilo gusto-olfattivo equilibrato,
-non deve avere difetti.
Gli olii che non raggiungono questi standard sono
chiamati olii d’oliva vergini, ancorché di buona qualità, mentre
quelli che subiscono una raffinazione chimica sono chiamati olii d’oliva,
ma in questo caso la qualità è decisamente scarsa.
Quando in etichetta leggiamo “Prima spremitura a
freddo” (utilizzando presse idrauliche) o “Estratto a freddo”
(utilizzando processi di percolazione o centrifugazione), significa che
durante tutto il processo estrattivo dalla pasta di olive, la temperatura è
stata mantenuta inferiore a 27 gradi, il che consente di preservare
l’essenza delle olive, ottenendo un olio con caratteristiche organolettiche
di alta qualità. L’uso di temperature maggiori aumenterebbe la resa
(quantità di olio estratto dalla pasta di olive) a scapito della qualità.
Particolare attenzione merita la menzione “Non
filtrato”. La filtrazione consente di eliminare particelle in
sospensione contenenti sostanze che con il tempo subiscono ossidazione
modificando le caratteristiche organolettiche e riducendo la qualità
dell’olio; tali particelle, però, giocano un ruolo fondamentale nella
ricchezza e nella complessità gusto-olfattiva dell’olio, pertanto l’olio non
filtrato è da preferire se consumato entro 6 mesi dalla molitura, altrimenti
è meglio utilizzare l’olio che è stato filtrato, ferma restando
l’indicazione di conservarlo al riparo dalla luce a dal calore.
La dicitura “Biologico” sta ad indicare che
le olive sono state ottenute con pratiche agricole sostenibili (senza l’uso
di pesticidi o fertilizzanti chimici), ma non è necessariamente un
indicatore di qualità.
La Denominazione di Origine Protetta
(D.O.P.) e l’Indicazione Geografica Protetta
(I.G.P.) sono fra i principali marchi collettivi che attestano
l’appartenenza a particolari standard produttivi, definendo in maniera
univoca determinate proprietà e caratteristiche dell’olio di alta qualità.
Le caratteristiche dei prodotti con marchio D.O.P. sono dovute
essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai
suoi intrinseci fattori ambientali (come le caratteristiche territoriali e
il clima), pertanto TUTTE LE VARIE FASI di produzione, trasformazione ed
elaborazione del prodotto devono avvenire in un determinato territorio,
stabilendo un vincolo del prodotto con il territorio; le caratteristiche dei
prodotti con marchio I.G.P., invece, sono dipendenti da fattori umani (come
le tecniche di produzione artigianali tramandate nel tempo), perciò è
sufficiente che SOLTANTO UNA DELLE FASI di produzione, trasformazione ed
elaborazione del prodotto avvenga in una determinata area geografica, cioè
una tutela qualitativa che valorizza le tecniche di produzione anziché il
vincolo territoriale. Ricapitolando, il marchio D.O.P., oltre che garantire
standard di qualità alti, garantisce che la provenienza delle olive e la
produzione dell’olio è legata ad un determinato territorio, mentre il
marchio I.G.P. garantisce che si tratta di un prodotto di qualità, senza
l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima, ecco perché i
prodotti con marchio D.O.P. sono da preferire a quelli con marchio I.G.P.
Infine, è opportuno tenere presente che la raccolta e la molitura
delle olive si effettua nei mesi di ottobre e novembre, ma l’olio che se ne
produce solitamente arriva sugli scaffali a partire da gennaio, per
consentire alla Distribuzione di smaltire le scorte con le grandi spese per
le festività natalizie e di fine anno. Attenzione! È tutto legale e
contemplato dal «Termine Minimo di Conservazione» riportato in
etichetta ma, essendo l’olio un prodotto di facile deperibilità di cui è
preferibile il consumo entro un anno dalla produzione, si consiglia di
ricercare sempre quello dell’ultima campagna olearia, perché come dicevano i
Romani “l'olio nuovo è da mangiare, l'olio vecchio per massaggiare”;
e a proposito di
«Campagna di Raccolta» segnaliamo che tale indicazione per la
normativa europea può (per la normativa italiana deve) essere
inserita in etichetta solo se il 100% dell’olio contenuto nella confezione
proviene dalla stessa raccolta, potendo rappresentare un valore aggiunto per
i piccoli produttori; questa indicazione, infatti, è vietata in caso di
miscelazione di oli di due o più campagne, una pratica legale e comune a
molti grandi produttori.
Per concludere, noi ci permettiamo solo di ricordare a
tutti che l’olio si può fare anche con le olive. Francesco Bellitti |
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Rubrica, Curiosità, Viaggi, Rubriche. Siamo un Gruppo di Amici che, pur avendone i
titoli, non ha la pretesa di insegnare (quello lo lasciamo fare a chi dice
di averne le competenze per farlo). Ciò che ci anima è il desiderio di
condividere quello che nel tempo abbiamo imparato sul vino, sulla birra, sui
formaggi, sui salumi e, in generale, su specialità ed eccellenze
enogastronomiche. Nessuna struttura organizzativa, nessuna quota
associativa, non vendiamo nulla! Creiamo semplicemente occasioni di incontro
per fare dei percorsi sensoriali in compagnia di persone animate dalla
nostra stessa passione. L'obiettivo è quello di ritrovarsi per degustazioni
in gruppo, cercando di creare un'atmosfera conviviale e piacevole in cui
ampliare le nostre conoscenze enogastronomiche, assaporando e degustando
prodotti di eccellenza; che tu sia un semplice appassionato in cerca di
nuove esperienze o un esperto conoscitore, non c’è differenza: quando ci si
ritrova insieme si impara, si insegna e si rispettano le opinioni di tutti.
I nostri incontri ti daranno l’occasione di incontrare persone appassionate
come te e condividere momenti piacevoli mentre degusti selezioni di vino o
di birra attentamente curate ed esplori nuovi sapori che deliziano il
palato. Il nostro motto è «Ede, Bibe, Ama» (Mangia, Bevi, Ama),
un’esortazione ad esplorare il mondo del cibo e del buon bere per arricchire
le proprie conoscenze, senza trascurare l’opportunità di aprirsi e creare
legami autentici con le persone che ci circondano e con cui stiamo
condividendo un Percorso sensoriale. Le parole che ci piacciono di più,
oltre a degustazione, sono passione, ospitalità, cortesia, compagnia,
condivisione, incontri, conoscenza, amicizia, emozioni, salute e benessere;
e tutto questo può essere generato solo da un’esperienza sensoriale di
gruppo. Quelle che ci piacciono meno sono parole come Happy Hour, Cocktail,
Brunch, Tour, Relax, Party, etc., ma il nostro vocabolario è come noi:
accoglie tutto e a tutti; i nostri Eventi, infatti, NON sono esclusivi (non
escludono nessuno), ma anzi sono inclusivi e consentono al neofita di
ritrovarsi insieme agli esperti che fanno della modestia una bandiera,
perché sanno che c’è sempre da imparare e da scoprire.
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indimenticabile unendo il piacere del palato al piacere della compagnia.
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